Felicità

Accontentarsi in amore? Mai e poi mai!

accontentarsi in amore

Accontentarsi in amore: è giusto oppure no? Ecco un dubbio che affligge molte persone. I motivi che portano ad accontentarsi in amore possono essere svariati: la paura della solitudine, il conformismo culturale/sociale o il mero interesse economico.

In ogni caso, qualunque sia la ragione che spinge le persone ad accontentarsi in amore, ci tengo subito a sottolineare una cosa: la crescita personale non ammette compromessi. Se vuoi essere davvero felice, devi prendere decisioni di valore per la tua esistenza, e non orientarti verso la mediocrità o il “meno peggio”. Inoltre, l’amore richiede rispetto per l’altro: come puoi rispettare una persona se ci stai insieme innanzitutto per una tua esigenza egoistica ed individuale? La vita di coppia è condivisione; non appagamento personale e basta! In una relazione sentimentale ti dovresti mettere in gioco e dovresti essere disposto/a a donare al tuo partner, piuttosto che considerarlo come un oggetto atto a colmare i tuoi vuoti/bisogni. Basare un rapporto d’amore su un approccio individualista sarebbe triste: molto ma molto triste!

È strana la vita, se ti rifiuti di accettare qualsiasi cosa tranne il meglio, spesso lo ottieni.

William Somerset Maugham

Accontentarsi in amore per paura di restare soli

La solitudine fa paura. Questo è vero. Ma sappiamo davvero stare con gli altri se prima non impariamo a stare bene con noi stessi? Io non penso… Le persone che hanno perennemente bisogno di stare con qualcuno, e che tendono ad accontentarsi in amore solo per paura di rimanere single, probabilmente sono persone che non riescono a stare bene con se stesse. Si illudono di trovare nel partner un completamento, ma in realtà non fanno altro che camuffare inconsciamente un disagio interiore. Il miglior modo per superare un qualsiasi disagio è accoglierlo, accettarlo e lasciarlo andare via. Chiediti, dunque, perché hai paura di restare solo. Si tratta di una paura giustificata o – cosa molto probabile – è un timore infondato? Vedi, il mondo è pieno di occasioni di socializzazione! Anche se vivi lontano dalle tue “radici”, lontano dalla famiglia e dai vecchi amici, puoi sempre entrare in contatto con nuove persone e fare nuove conoscenze, sul lavoro, in palestra, nei locali o in un qualsiasi luogo pubblico. Non c’è ambiente che non si presti allo scambio sociale. Insomma, almeno che tu non viva come un eremita in un posto remoto, sei sicuramente circondato di persone con le quali relazionarti. Ad esempio, se ti sei trasferito in una nuova città (o sei ritornato alla tua città d’origine dopo essere stato fuori), potresti dedicarti al volontariato. Se ti senti solo, il volontariato ti aiuterà nell’immediato ad avere delle attenzioni, in quanto le persone che ricevono il bene reagiscono con gratitudine e riconoscenza. Inoltre, compiendo opere benefiche, ti sentirai in pace con te stesso, e questo allontanerà la sofferenza derivante dalla solitudine.

Accontentarsi in amore per conformismo culturale

Avere un partner è un modo per sentirsi più realizzati nella società. A livello culturale è consolidata l’idea secondo la quale l’affermazione di una persona si consacri con la sicurezza derivante da un rapporto di coppia stabile. Sposarsi e avere dei figli talvolta diventa qualcosa di imposto a causa delle pressioni sociali e familiari. E anche quelle persone che dicono di desiderarlo, spesso lo dicono solo perché sono influenzate da un modello culturale che è stato loro instillato fin da quando erano bambini.

“Vorrai mica restare zitella a vita?”, chissà questa frase quante volte rimbomba nella testa delle giovani donne… La stessa cosa ovviamente vale per i giovani celibi appellabili come “scapoli”. Allora, l’avere un partner, piuttosto che essere un’esigenza sentimentale e rappresentare un arricchimento per la propria vita, diviene una necessità atta semplicemente ad evitare l’etichetta di “zitella” o di “scapolo”. Un retaggio culturale quest’ultimo, che porta inevitabilmente ad accontentarsi in amore, in quanto la posizione sociale, l’idea che gli altri si fanno di noi, quello che la “gente dice o pensa”, diviene più importante della nostra stessa felicità. Alcune persone approcciano alla vita di coppia quasi come fosse un “dovere”, pensano che si debba per “forza” stare con qualcuno, ma è un atteggiamento deleterio. Così ci si fa soltanto del male, perché si finisce per fare qualcosa di non “genuino”, qualcosa che non si vuole fare; magari ci si sposa senza essere convinti di quello che si sta facendo o addirittura sapendo in cuor proprio che la persona alla quale ci si sta legando non è quella giusta. Ciò che apparentemente può essere un vantaggio in termini di affermazione sociale, di sicurezza e di stabilità, diviene poi una ragione di sofferenza per se stessi: ne vale davvero la pena? Allora perché mai accontentarsi in amore se già si è consapevoli che ci si farà del male?

Accontentarsi in amore per un mero interesse economico

Esistono anche persone arriviste e “calcolatrici” che possono accontentarsi in amore soprattutto al fine di garantirsi un futuro stabile da un punto di vista economico. Queste persone, pur di “incastrare” qualcuno dalla buona posizione lavorativa, sociale e reddituale, sarebbero disposte a fare di tutto (alcune donne possono arrivare finanche a farsi ingravidare). Si tratta di un comportamento privo di qualsivoglia morale, del tutto becero, patetico e squallido; una sorta di prostituzione con parvenza di perbenismo. Coloro che desiderano i soldi dovrebbero dedicarsi agli affari e guadagnarli. Coloro che desiderano una migliore posizione sociale dovrebbero cercare di ottenerla sviluppando le proprie potenzialità. Non dovrebbero mai pensare di arricchirsi in fretta con il matrimonio! Che altro aggiungere? Purtroppo questo è uno spaccato di vita reale: bisogna prenderne atto e possibilmente anche le distanze!

Non accontentarsi in amore non significa cercare la perfezione; ma significa cercare felicità, complicità, emozioni, passione e soprattutto rispetto

La perfezione non esiste: tutte le relazioni hanno dei pro e dei contro, e sarebbe un atteggiamento immaturo quello di cercare un partner che abbia tutte le qualità ideali. Scenari fiabeschi e principi azzurri non appartengono alla realtà!

Il non accontentarsi in amore attiene alla ricerca di una persona che piace così com’è, con tutte le sue imperfezioni e difetti. Dunque, non focalizzarti su parametri che nel lungo periodo potrebbero risultare poco importanti (ad esempio canoni fisici): valuta piuttosto se nel suo complesso una persona è in grado o meno di renderti felice e di emozionarti. Vedi, la felicità è l’unico parametro sincero al quale dovresti affidarti in amore! Erigere gli aspetti sentimentali a parametro di valutazione nella ricerca di un partner ti consente di essere te stesso, di fare quello che veramente senti, senza creare contrasti interiori tra ciò che desideri e ciò di cui ti stai accontentando.

Cerca di legarti ad una persona che ti emozioni e che possa in qualche modo risultare complementare al tuo essere; una persona che ti valorizzi, che ti migliori, che ti elevi… e che ti faccia “volare”! Una relazione davvero appagante è tale se con il tuo partner c’è complicità (mentale e fisica), e ci condividi interessi, stile di vita, valori, ideali, obiettivi. Tutto questo crea passione, affinità, gioia, entusiasmo, amore.

Inoltre, fondamentale è anche il rispetto: se ti accorgi che la persona con cui stai non ti rispetta, dovresti trovare la forza e il coraggio di porre fine al rapporto il prima possibile. A volte le persone hanno un atteggiamento così passivo che – pur di salvaguardare il proprio rapporto – accettano di subire qualsiasi comportamento del partner, ma alla lunga questo è pericoloso sia per il proprio benessere interiore sia per la propria incolumità. La mancanza di rispetto, infatti, sovente è un segnale di violenza; una persona che oggi non ti rispetta, domani potrebbe sottoporti a violenze (psicologiche e/o fisiche). Quindi, non sottovalutare questo aspetto e non passarci mai sopra: il rispetto è senza dubbio il segnale più importante per capire se una relazione è giusta o meno!

Mai accontentarsi in amore: solo così non avrai rimpianti e troverai l’isola del tuo tesoro

Abbiamo visto che non bisognerebbe mai accontentarsi in amore; quindi non avere fretta e non essere impaziente nel fidanzarti o sposarti. Cerca di conoscere a fondo la persona che frequenti o che frequenterai, di selezionarla con criterio (in base ai tuoi valori e non a quelli degli altri) e di coglierne le variegate sfaccettature (compreso il lato oscuro).

Credimi, non c’è niente di più infelice che guardare nella propria vita a ritroso e accorgersi di avere dei rimpianti solo perché ci si è accontentati (in amore così come in qualsiasi altro ambito).

Dirigiti laddove ti porta il cuore; forse questo non basterà a garantirti in ogni situazione la decisione giusta, ma almeno sarai sicuro di fare sempre quel che sentirai di fare. La vita è un lungo viaggio; pertanto, come già ti ho suggerito in un altro articolo, non accontentarti mai di un porto sicuro e della sua “tranquillità” soltanto perché sei stanco (di conoscere nuove persone) o per paura (del rifiuto), ma salpa verso l’oceano alla scoperta di mete nuove e migliori, fino a quando non troverai l’isola del tuo tesoro!

Fonte immagine:
Francesco Nesi – Accompagnati dalla luna
Tecnica mista – Collezione privata – 2009

Consigli bibliografici

gli-uomini-vengono-da-marte-le-donne-da-venereGli uomini vengono da Marte, le donne da Venere è il libro sui rapporti di coppia più venduto nel mondo. L’autore John Gray parte da un presupposto tanto semplice quanto efficace: gli uomini e le donne hanno due diversi modi di pensare, di parlare, di amare; motivo per il quale i loro comportamenti assumono spesso significati diametralmente opposti. Soltanto imparando a riconoscere e ad apprezzare le differenze tra i due sessi, il dialogo diviene possibile, tutto si semplifica, le incomprensioni svaniscono e i rapporti si rafforzano.

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Francisco Pacifico
Esperto nel successo personale, ho fondato il blog Arricchisciti.com in quanto ritengo che l'eccellenza sia un diritto universale che tutti dovrebbero poter esercitare liberamente, al fine di migliorare la propria vita e contribuire al progresso dell'umanità.
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