Crescita Personale

L’arte non serve a niente?

l'arte non serve a niente
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L’arte non serve a niente? Molti credono che l’arte sia inutile. Il motivo di questa convinzione è facilmente intuibile: viviamo in una società che è orientata per lo più a valenze “utilitarie”, una società in cui la semplificazione e la capacità risolutiva dei problemi rappresentano i migliori parametri di valutazione delle creazioni umane.

In un mondo in cui si cerca l’efficacia, l’efficienza, il pragmatismo, la funzionalità, la finalità di tutto, l’arte non viene percepita – nell’immaginario collettivo – come un bisogno. Il valore delle cose e delle attività umane – in uno scenario così effimero – assume importanza soltanto in relazione al motivo per cui sussistono. Ma l’arte non assolve compiti specifici e ben definiti. Chi mai potrebbe definirne lo scopo? Nessuno… la verità è che oggi non c’è uno scopo “preconfezionato” – inteso in termini di mera utilità – dell’arte, e perciò non abbiamo criteri comuni e facilmente decifrabili per esprimerla, accoglierla e osservarla.

Qual è stata l’utilità dell’arte nel corso della storia

L’arte oggi sembra non assumere alcuna utilità pratica, ma questo è dovuto ad un processo di emancipazione che l’ha liberata dai “doveri” ai quali era stata sottomessa in passato. Gli artisti un tempo svolgevano una “funzione” di supporto al potere: quando venivano chiamati a “corte” di certo non venivano invitati ad esprimere la loro anima, ma a ritrarre e a dare lustro ai nobili, alle loro donne, alle loro famiglie e a fare da “manifesto” per il loro potere. Anche la chiesa ha utilizzato l’arte per “farsi bella”: probabilmente molti capolavori che oggi ammiriamo non esisterebbero se non fossero stati commissionati per un mecenatismo di convenienza. Dunque, in passato l’arte rispondeva ad una necessità ben precisa: aveva una sua utilità “propagandistica” e serviva ai potenti per comunicareAttualmente  non c’è più bisogno di avvalersi dell’arte per comunicare il proprio potere o la propria immagine: ci sono i mass-media, c’è la grafica promozionale, c’è il marketing. L’arte oggi non ha più il sostegno e il favore della comunità: ha perso il legame con ciò che la guidava – ovvero il potere – ed è libera di esprimersi, di evolversi, di emergere. Ed è proprio questa libertà – tra caos ed anarchia – che confonde, e che allontana sempre di più le persone da essa.

Se l’arte non serve a niente (a livello pratico), allora perché coltivarla?

Ma se l’arte non serve a niente sul piano pratico, viene spontaneo domandarsi: perché allora darle importanza? Io credo che l’arte – intesa come espressione profonda dell’esistenza attraverso il proprio io, il proprio estro, la propria creatività – sia preziosa, rappresenti una necessità e vada coltivata a tutti i costi.

Vedi, non è compatibile con la crescita personale il vivere solo dedicandosi a qualcosa di utilitaristico e avere come unica alternativa l’interesse per la “leggerezza” (le nuove tecnologie, le ultime mode, il gossip, e così via). Se vuoi arricchirti interiormente, devi nutrire la tua mente e la tua anima anche con qualcosa di profondo, in quanto – come già ti ho suggerito in un altro articolo – non puoi focalizzarti soltanto su ciò che è frivolo. Significherebbe perdersi una parte davvero magnifica della vita. Il mondo è pieno di bellezze artistiche; perché non imparare ad apprezzarle e ad ammirarle?

Ecco a cosa serve l’arte

L’arte – se compresa ed accolta nella propria vita – ci dà speranza, ci fa sognare, ci emoziona, ci fa entrare in contatto con qualcosa di estraneo a noi spronandoci a crescere, ci fa migliorare, ci stimola ad approfondire la conoscenza e il sapere, ci fa riflettere, ci fornisce un linguaggio universale per comunicare, ci fa ammirare la bellezza, ci rasserena e purifica, ci fa superare le nostre debolezze estendendo le nostre capacità oltre l’umana dotazione, ci aiuta ad accettare il dolore sublimandolo. Infatti, anche se l’arte ci proietta una scena tragica del vivere, ci fa comunque del bene, in virtù dell’effetto “catartico”. Ne parlava già Aristotele quando nella Poetica descriveva la catarsi come il liberatorio distacco dalle passioni tramite le forti vicende rappresentate sulla scena dalla tragedia. Aristotele, che intendeva la tragedia quale mimesi, imitazione, della realtà, ne sottolineava l’effetto di purificare, sollevare e rasserenare l’animo dello spettatore da tali passioni, permettendogli di riviverle intensamente allo stato sentimentale e quindi di liberarsene.

Anche il cimentarsi nella pratica artistica fa bene: attraverso l’arteterapia si può, infatti, raggiungere uno stato di benessere psicofisico e migliorare la qualità della propria vita.

Non ti sembrano forse tutti buoni motivi per amare e sostenere l’arte?

Coloro che scorgono brutti significati nelle cose belle sono corrotti senza essere interessanti.
Questo è un difetto.
Coloro che scorgono bei significati nelle cose belle sono gli spiriti colti.
Per loro c’è speranza.

Oscar Wilde

Lascia che l’arte faccia parte della tua esistenza: non è assolutamente vero che l’arte non serve a niente. L’arte è importantissima: serve a scuotere dall’anima la “polvere” accumulata nella vita di tutti i giorni.

Consigli bibliografici

l'utilità-dell'inutileL’utilità dell’inutile è un’opera che si focalizza sull’utilità dell’inutile e sull’inutilità dell’utile. L’autore Nuccio Ordine – professore ordinario di letteratura italiana presso l’Università della Calabria – mostra come l’ossessione del possesso e il culto dell’utilità finiscano per inaridire lo spirito, mettendo in pericolo non solo le scuole e le università, l’arte e la creatività, ma anche alcuni valori fondamentali come la dignitas hominis, l’amore e la verità.

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Francisco Pacifico
Esperto nel successo personale, ho fondato il blog Arricchisciti.com in quanto ritengo che l'eccellenza sia un diritto universale che tutti dovrebbero poter esercitare liberamente, al fine di migliorare la propria vita e contribuire al progresso dell'umanità.
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