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Psicologia positiva: libri consigliati e un esercizio per il benessere personale

Psicologia positiva i libri migliori
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I libri di psicologia positiva riguardano un nuovo approccio – sia scientifico che culturale – della psicologia orientato a promuovere il benessere dell’individuo. Essenzialmente, la psicologia positiva si differenzia dalla psicologia tradizionale per il fatto di non focalizzarsi sulla cura dei disturbi e dei disagi psicologici, bensì su tutte quelle risorse mentali positive che – una volta emerse – consentono alle persone di esprimere il loro potenziale.

Stimolando l’individuo ad un processo di cambiamento basato sull’ottimismo, l’accettazione di se stessi, l’autostima, la resilienza, la gratitudine, la tolleranza, il perdono – tutti aspetti che risiedono nel suo mondo interiore e che dipendono da lui -, egli intraprende un percorso di crescita personale che lo porta a migliorare la qualità della vita.

In altre parole, la psicologia positiva ci aiuta a raggiungere la felicità, fornendoci strumenti e indicazioni su aspetti della mente, risorse psicologiche, modi di pensare e comportamenti – sia verso se stessi sia verso gli altri – a cui ricorrere per condurre una vita più appagante e ricca di significato.

La felicità è dentro, non fuori; per questo, non dipende da ciò che possediamo, ma da quello che siamo.

Henry van Dyke

Psicologia positiva: ecco un esercizio pratico

Prima di presentarti i migliori libri di psicologia positiva (che trovi in fondo a questo articolo), ci tengono a suggerirti un fantastico esercizio di psicologia positiva: il Vaso della Felicità. A proporlo fu la scrittrice statunitense Elizabeth Gilbert, autrice del best seller Mangia prega ama, che su Facebook pubblicò un grande vaso pieno di bigliettini, accompagnando la foto con la seguente descrizione (molto dettagliata):

“Circa un anno fa, quando ho lanciato la mia pagina Facebook, ho postato una foto del mio Vaso della Felicità.
Il Vaso della Felicità è un progetto che ho iniziato nella mia vita molti anni fa ed è rimasta una pratica che ho cercato di mantenere con regolarità da allora (anche se con delle dimenticanze, perché mi capita di impigrirmi e talvolta sono sopraffatta dalla vita, come tutti noi).

Nella sua essenza, il Vaso della Felicità è un’idea semplicissima e quasi assurda – ogni singolo giorno, a fine giornata, prendo un pezzo di carta (l’angolo di una bolletta telefonica o il pezzo di una vecchia lista della spesa) e ci scrivo il momento più felice di quel giorno. E ci metto la data. E poi piego la nota e la inserisco nel vaso. E questo è tutto quello che faccio.

Ci vogliono circa 35 secondi per farlo, ma quello che mi porta questo esercizio è enorme – non solo il piacere di trovare un buon momento ogni giorno (anche i giorni orribili hanno un momento meno brutto degli altri), ma dà molti benefici ricordare quel momento per sempre.

Col passare degli anni, ogni volta che vivo un periodo difficile, pesco nel barattolo e tiro fuori un foglietto di carta a caso, e rivivo la gioia di quell’istante – tutte quelle istantanee gemme di vita, che avrei dimenticato se non le avessi annotate, mi portano infinito conforto.

Mi sorprendo sempre di come, di solito, il mio momento più felice della giornata sia anche quello più semplice. Quasi mai è un momento di successo esplosivo o un eccesso delirante. Nonostante tutti i miei sforzi e le mie ambizioni e tutta la mia ricerca di esperienze straordinarie, è importante riconoscere che i miei momenti più felici sono generalmente molto comuni e silenziosi e a volte anche insignificanti.

In realtà, il mio momento più felice ogni giorno, di solito, è solo un colpo d’occhio a qualcosa di dolce e piccolo, il fluire inaspettato di un’emozione, un po’ di sole sul mio viso, un piacevole incontro sul marciapiede, un fresco bicchiere d’acqua proprio al momento giusto, la mia gioia felina dopo un pisolino, la vista fugace appena con la coda dell’occhio di un uccello, il riconoscimento di qualche piccola e bellissima cosa.

Per esempio, il giorno in cui ho iniziato ad andare allo show di Oprah Winfrey (che era ovviamente l’esperienza in assoluto di maggior spicco nella mia vita) il mio momento più felice si è verificato la mattina in camera d’albergo, quando mia mamma mi stava aiutando a prepararmi per andare allo show, stirando la fascia del mio vestito per me (guardandola mi sentivo come di nuovo bambina, al mio primo giorno di scuola o ad un ballo della scuola. E ho sentito il suo amore per me, ed è stato bellissimo). Niente è stato migliore, durante quella giornata (ed è stata fantastico e avventurosa), di quel piccolo, dolce momento.

Così ho presentato ai miei amici di Facebook il mio vaso della Felicità, e la gente ha iniziato a fare il proprio e ad inviarmi le foto, che ho poi ho condiviso. È stato così straordinario vedere la diffusione di questa pratica! Le persone fanno i loro vasi con tutto, dai vecchi contenitori di sottaceto, a splendide ceramiche fatte a mano, a vasi situati al centro del tavolo, a rari pezzi d’antiquariato, all’artigianato di un bambino. Ho ricevuto Vasi della Felicità da tutto il Nord America, ma anche dall’Egitto, Filippine, Polonia, Iran, Turchia, Russia, Brasile, Colombia, Indonesia. Mi hanno inviato Vasi della Felicità familiari, relativi al rapporto madre-figlia, Vasi della Felicità post-divorzio, Vasi della Felicità di lotta al cancro, Vasi della Felicità di Capodanno (da leggere il seguente nuovo anno, per celebrare i momenti più felici dell’anno passato) – e ogni iterazione immaginabile. Amo ognuno di loro.

Devo anche aggiungere come a volte mi si spezza il cuore nel modo più dolce – quando sento alcune delle domande riguardo a ipotetiche “regole” del Vaso della Felicità. È come se la gente non volesse finire nei guai, facendo un Vaso della Felicità sbagliato! Mi è stato chiesto: “Posso leggere sempre i foglietti che ho scritto, anche più volte?” Oppure: “Posso scrivere a volte una preghiera, invece di un momento di felicità?” O, “Va bene se permetto a qualcuno di mettere un momento felice nel mio barattolo?” Oppure: “Il mio Vaso della Felicità ha bisogno della scritta Vaso della Felicità su di esso?” O, “Va bene se il mio Vaso della Felicità è in realtà una ciotola?” Oppure, “Si possono mettere pietre fortunate nel proprio Vaso della Felicità?” Oppure (e questo è di solito chiesto con un senso di panico): “Cosa succede quando il mio Vaso della Felicità è PIENO?!!” Oppure (e questo mi spezza il cuore ancora di più): “Dove posso acquistare un Vaso della Felicità??? L’ho cercato ovunque su Internet e non riesco a trovarlo da nessuna parte!”

Vedi come queste domande sono toccanti e rivelanti? Vedi quanto queste preoccupazioni ci raccontano l’incertezza che abbiamo riguardo alla nostra felicità, o le autorizzazioni che sentiamo il bisogno di ricercare? Come abbiamo bisogno disperatamente di conoscere le regole? Come i nostri timori di finire nei guai ci bloccano la nostra felicità? Senza contare l’idea che la nostra felicità sia, naturalmente, qualcosa che deve essere acquistato! (Fidati di me, queste domande mi suonano famigliari, perché sono tutti i tipi di domande che mi faccio, quando complico quelle che dovrebbero essere interazioni molto semplici nella mia vita).

Quali sono le regole, vi chiederete? Ragazzi – non ci sono regole! Non ne ho idea! Ho appena creato questa cosa, che funziona per me! È la tua felicità; puoi farci assolutamente tutto ciò che ti piace! Metti quello che vuoi là dentro – tutto ciò che ti porta pace e gioia. E quando il tuo vaso si riempie (come mi auguro accada), non ti resta che farne un altro. Leggi i foglietti, se ti va; oppure lasciali tranquillamente piegati, se lo preferisci. E lo puoi fare con una scatola di tessuto vecchio, se vuoi!

Il vaso non è la parte magica; il vaso è il vaso. Cosa c’è dentro è semplicemente – molto semplicemente – la parte migliore della tua vita sulla terra. Quindi questo è il progetto del Vaso della Felicità , cari amici. Vi mando benedizioni dal mio vaso al tuo, e tutto il mio amore… Liz”

I migliori libri di psicologia positiva

Dopo averti descritto l’esercizio del Vaso della Felicità, che spero inizierai a fare, vediamo ora quali sono i 7 migliori libri di psicologia positiva la cui lettura potrà favorire il tuo benessere. Un argomento correlato alla psicologia positiva è l’autostima, pertanto ti segnalo anche l’articolo in cui suggerisco i migliori libri per aumentare la fiducia in se stessi. Ecco la lista dei libri che ho selezionato:

#1. Fai fiorire la tua vita. Una nuova, rivoluzionaria visione della felicità e del benessere

di Martin E. P. Seligman

Per Martin Seligman, il fondatore della psicologia positiva – la teoria che rivoluziona molti dei risultati della psicologia tradizionale -, è possibile insegnare (già a scuola) che cos’è il benessere e capire scientificamente che cosa rende felici le persone. Incentrata attorno a cinque capisaldi l’emozione positiva, il coinvolgimento, il significato, la realizzazione, i buoni rapporti -, la felicità è un obiettivo alla portata di tutti, purché si apprendano e si mettano in pratica i comportamenti corretti, verso gli altri e, innanzitutto, verso sé stessi. Attraverso semplici esercizi e test divertenti, sperimentati con successo negli ambiti più diversi, da quello militare a quello commerciale, da quello medico a quello scolastico – e anche grazie al racconto di numerosi casi reali -, il lettore scoprirà le proprie attitudini e abilità, così come le proprie carenze e i propri blocchi, compiendo così il primo passo verso il flourishing e il superamento dei vincoli imposti dalla società. A dieci anni da “La costruzione della felicità”, Seligman propone qui l’esposizione della sua teoria sulle straordinarie possibilità insite nella natura dell’uomo.

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#2. Imparare l’ottimismo. Come cambiare la vita cambiando il pensiero

di Martin E. P. Seligman

Ottimisti non si nasce, ma lo si può diventare apprendendo a guardare alla vita in modo da trarre il massimo vantaggio dalle lezioni dell’esperienza, dalle proprie capacità e dalle opportunità dell’ambiente. In questo volume Seligman presenta alcune semplici tecniche utili a risorgere dal pessimismo e dalla depressione. In particolare, ci insegna a riconoscere il nostro “stile esplicativo”, cioè quello che diciamo a noi stessi di fronte alle avversità, a neutralizzare l’abitudine di pensare “mi arrendo”, a migliorare l’umore e lo stato del sistema immunitario e ad aiutare i nostri figli, fin da piccoli, ad utilizzare quelle modalità di pensiero che incoraggiano l’ottimismo.

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#3. Quaderno d’esercizi di psicologia positiva

di Yves-Alexandre Thalmann

La psicologia positiva si occupa della crescita e del benessere delle persone, anziché dei loro problemi e sofferenze. Il suo obiettivo è sviluppare una scienza della felicità: piacere, emozioni gradevoli, soddisfazione, serenità ecc. sono concetti che stanno alla base di questa nuova scienza, che si concentra sulla “vita sopra lo zero”. In questo Quaderno l’autore ci propone di passare dalla teoria alla pratica, perché sì, la felicità è a portata di mano: spetta a noi afferrarla al volo e tenercela stretta!

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#4. Manuale di psicologia positiva

di Andrea Laudadio e Serena Mancuso

La psicologia positiva è la più grande rivoluzione degli ultimi 40 anni della storia della psicologia. Ha radicalmente cambiato la psicologia, modificandone le finalità e ampliando a nuove dimensioni e costrutti il perimetro di azione dello psicologo. A differenza di altri paesi, in Italia è ancora poco conosciuta e diffusa. Questo volume si rivolge soprattutto agli psicologi (di qualsiasi indirizzo) che vogliano iniziare a comprendere la forza rivoluzionaria della psicologia positiva e come la psicologia positiva cambierà – in meglio – la loro professione. L’obiettivo del volume è di fornire sia al giovane in formazione sia allo psicologo professionista le basi culturali per poter iniziare un percorso personale di approfondimento della psicologia positiva. Il libro, scritto sulla base della più recente letteratura scientifica, affronta i temi centrali della psicologia positiva: felicità, approccio dei punti di forza, resilienza, ottimismo, gratitudine, perdono.

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#5. Psicologia positiva. Applicazioni per il benessere

di G. Franco Goldwurm e Giuseppe Colombo

Da alcuni decenni si è fatto strada nella comunità scientifica un nuovo orizzonte culturale e di ricerca orientato a promuovere la qualità della vita e il benessere. Lo scopo di questo approccio, noto come psicologia positiva, è quello di attivare un cambiamento puntando sulle risorse e sulle potenzialità dell’individuo in modo che, oltre alla cura del disturbo e del disagio, ci sia spazio anche per «tutto ciò che rende la vita meritevole di essere vissuta». Il volume dopo un inquadramento generale presenta alcune applicazioni di questa disciplina: un training di educazione all’ottimismo per favorire uno «stile positivo»; il Subjective Well-Being Training, un insieme di strumenti per imparare nuove strategie per aumentare il benessere psicologico; l’utilizzo della meditazione per acquisire una maggiore coscienza di sé e della realtà; la musicoterapia, per imparare a gestire le emozioni e potenziare l’autostima nella relazione con gli altri; l’analisi della cosiddetta esperienza ottimale (o flow), uno stato globalmente positivo e complesso che mostra i suoi effetti nel percorso di sviluppo individuale a lungo termine.

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#6. La scienza della felicità. Introduzione alla psicologia positiva

di Ilona Boniwell

Il funzionamento della nostra psiche non innesca solo meccanismi patologici ma presiede anche ai fattori che governano il nostro benessere. Soddisfazione, autostima, ottimismo, saggezza, tolleranza: quali sono le risorse che ognuno di noi può mettere in campo per conquistarli? È possibile essere felici? Quali sono i nostri punti di forza? Il volume, in modo semplice ma rigoroso, ci fornisce strumenti e indicazioni su aspetti della mente, risorse psicologiche, modi di pensare e comportamenti a cui ricorrere per condurre una vita più felice e ricca di significato.

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#7. La psicologia positiva

di Manuela Zambianchi

La psicologia positiva ha nel benessere il suo centro fondamentale di indagine. Il volume ne ripercorre brevemente l’origine storica e interdisciplinare e approfondisce le differenti componenti del benessere individuale: la soddisfazione per la vita e la felicità come vissuto emozionale positivo; la realizzazione delle potenzialità e dei talenti a favore della società; la motivazione alla realizzazione di sé come individuo competente, autonomo ma interconnesso agli altri. Infine, è illustrato il benessere come qualità della relazione tra individuo e contesti sociali e come funzionamento positivo dei sistemi complessi – gruppi, istituzioni, ambienti lavorativi -, assieme al rapporto tra culture, valori ed esperienza di benessere e alle nuove prospettive di intervento sui singoli e sulle comunità.

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Francisco Pacifico
Esperto nel successo personale, ho fondato il blog Arricchisciti.com in quanto ritengo che l'eccellenza sia un diritto universale che tutti dovrebbero poter esercitare liberamente, al fine di migliorare la propria vita e contribuire al progresso dell'umanità.
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