Un concetto molto popolare sul quale sovente si discute è la ricerca dell’equilibrio tra vita privata e vita lavorativa. In effetti non stupisce l’attenzione che si dà a questo aspetto: molti, infatti, sembrano consentire alle pressioni della propria attività professionale di incidere in maniera negativa e stressante su altre priorità della vita. Ad esempio: tornare a casa dopo una giornata di lavoro e prendersi cura delle faccende domestiche, per poi stare svegli fino a tardi rispondendo alle email rischia di impedire un riposo sufficiente e di creare un insano stress.
Tuttavia, a mio parere, c’è un errore di fondo nel voler considerare vita privata e vita sociale due ambiti totalmente separati ed avulsi. La verità è che quando sei impegnato a svolgere una qualsivoglia attività (attinente alla sfera professionale o privata), e il tempo sembra passare così velocemente tanto da non rendertene nemmeno conto, vuol dire che sei così preso da ciò che fai che non sussiste più alcuna distinzione tra le diverse aree della tua vita. È, infatti, altrettanto possibile trovarsi in una condizione positiva e produttiva quando si scrive una lettera commerciale o quando si gioca con il proprio cane. In quel momento non c’è neppure un senso di oppressione o di dubbio nel tenersi occupati con ciò che si sta facendo. Il concetto di equilibrio diventa allora del tutto irrilevante. La consapevolezza dell’equilibrio è, infatti, qualcosa che sorge soltanto quando non ce l’hai.
La vita è come andare in bicicletta. Per mantenere l’equilibrio devi muoverti.
Albert Einstein
Quando ti dai da fare mettendoti in una condizione produttiva e potenziante, probabilmente non calcoli neanche più accuratamente quanto tempo stai dedicando alla tua vita professionale e quanto alla vita privata; bensì ti focalizzi su quello che stai facendo con riflessioni del tipo: “Mi piace il lavoro che sto svolgendo adesso”, “Queste attività sono gratificanti”, “So che i sacrifici di oggi mi serviranno per raggiungere i risultati che desidero” oppure “Quali sono i prossimi passi che devo compiere?” Il rischio di stressarti in questi casi è pressoché nullo. Ci sono, infatti, tante persone per le quali uno stile di vita composto al 95% dal lavoro è in perfetto equilibrio. Anzi: se non dedicassero tanto tempo alle proprie attività lavorative si sentirebbero a disagio, giacché per loro quel tempo è sinonimo di un coinvolgimento positivo e ricco di soddisfazioni; mentre a casa si annoierebbero. Ciò non toglie che la stessa persona che adesso si focalizza esclusivamente sul lavoro, tra due anni potrebbe aver bisogno di prendersi un periodo di riposo o di vacanza, magari senza computer né telefono, al fine di salvaguardare il proprio benessere psico-fisico.
Allora non ti affannare a cercare l’equilibrio. Non tentare di coniugare “acrobaticamente” ed artificiosamente vita personale e lavoro; piuttosto mantieniti focalizzato in modo spontaneo e sentito sui tuoi obiettivi principali, eliminando le distrazioni, qualunque sia la fonte. L’equilibrio verrà da sé.




















