Prima di iniziare una battaglia importante, Alessandro Magno vide che i suoi soldati avevano posizionato le navi in modo da poter fuggire qualora le cose si fossero messe male. A questo punto il condottiero bruciò le navi. I soldati increduli chiesero come avrebbero fatto a mettersi in salvo in caso di sconfitta. Alessandro Magno disse: “Resta solo una possibilità, vincere e tornare a casa con le navi del nemico!”
Vinsero. Il celebre condottiero sapeva che l’esercito nemico era molto più numeroso e potente del suo. Se si fosse affidato alla forza bruta o ad una qualsivoglia strategia di guerra avrebbe sicuramente perso. Allora si affidò alla motivazione instillando nei suoi uomini un ardente e intenso desiderio di vincere.
Si tratta semplicemente di una metafora che ho voluto condividere con te, al fine di prendere spunto per una lezione motivazionale; pertanto, non soffermarti sulla condivisione (morale) o meno dell’aneddoto. Piuttosto cogline il significato allegorico.
Il desiderio è ancora più forte quando è appeso a un filo.
Miguel Ángel Arcas
Chiunque intenda riuscire in un’impresa deve essere disposto a bruciare le navi e a tagliare i ponti per impedirsi ogni possibilità di “ritirata”. Chi sa che in qualunque momento può tornare sui suoi passi, è probabile che prima o poi lo faccia, vanificando ogni opportunità di crescita. Viceversa, chi sa che non ha alternative, si “gioca” il futuro sulla base delle proprie capacità di ottenere ciò che vuole, predisponendosi nella condizione più performante possibile. Si tratta di un principio basilare del successo personale.
Ma perché tendiamo a lanciarci e ad avanzare nella vita soltanto se disponiamo di un “paracadute”? Per il semplice motivo che così è molto più facile. Quando il gioco si fa duro e l’avvenire appare incerto, molti rinunciano e si spostano laddove il gioco sembra più agevole. Oppure, se ci provano, tengono sempre gli occhi aperti su altre eventuali occasioni, perdendo la capacità di restare focalizzati su un unico e ardente desiderio. E non è un caso che poi falliscono.
Chiediti se c’è qualcosa che davvero desideri e sei deciso ad avere. Non mi riferisco alla mera aspirazione: tutti aspirano alla bella vita, agli agi derivanti dalla ricchezza materiale, alla felicità e all’affermazione personale. Ma in quanti vanno oltre la vaga fase dell’ispirazione? Davvero in pochi. Soltanto se saprai conservare uno stato mentale di ardente desiderio, corredandolo con progetti precisi e una tenacia che non ammette il fallimento, allora favorirai le tue probabilità di riuscita nella vita.
Non può appassire ciò che fiorisce di desiderio.
Casimiro De Brito
Quanto detto finora non significa che bisogna buttarsi alla “cieca”: qualunque progetto (di vita o lavorativo) richiede un’attenta verifica preliminare. Ma dopo aver fatto le dovute verifiche e valutazioni, si ottiene assai di più nel cercare di “rinchiudersi” in una scelta e perseverarla tenacemente piuttosto che sprecare tempo ed energie (fisiche e mentali) tornando indietro sui propri passi dinanzi ad ogni prospettiva di difficoltà, fatica eccessiva, novità o distrazione.
Il desiderio è un’arma invisibile ma potentissima. Allora sfruttalo nelle battaglie della vita: le tue possibilità di vittoria saranno proporzionali all’intensità con cui saprai desiderare.




















