Come mantenere la calma? Sicuramente non è sempre facile restare calmi: ci sono eventi, circostanze o persone che ci fanno arrabbiare, irritare o preoccupare. In questi casi la reazione più comune e scontata è quella di assecondare gli istinti: c’è chi urla, chi sbotta, chi si agita, chi viene colto da raptus, chi diventa rosso di rabbia, chi si “strappa i capelli” o chi resta paralizzato sebbene emotivamente turbato.
A volte la tendenza a lamentarsi diviene “patologica”: ci sono persone che innescano un programma mentale tale da enfatizzare negativamente ogni evento problematico. Ora, non dico che necessariamente bisogna tenersi tutto dentro. Accumulare e reprimere potrebbe essere fonte di malessere, in quanto alla lunga la tensione aumenterebbe. Ci sono finanche studi scientifici che hanno dimostrato che arrabbiarsi può aiutarci a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, ma soltanto nel caso in cui la rabbia sia mirata, giustificata e abbia un senso e uno scopo. Quando non può esserci d’aiuto in alcun modo, diviene, invece soltanto controproducente. Si tratta di quelle situazioni in cui è importante saper gestire la rabbia. Ad esempio, lamentarti e sbuffare per il traffico che senso ha? Nessuno! Di certo il traffico non diminuisce soltanto perché ti arrabbi. E il tuo stato d’animo peggiora. Ma se ti infuri sul posto di lavoro perché un tuo collaboratore ha commesso un errore grossolano, e gli fai presente lo sbaglio al fine di istruirlo, potresti migliorare la relazione professionale. Negli affari così come nella politica, il conflitto, oltre che fisiologico, è finanche auspicabile, giacché rappresenta una strategia di controllo.
Adirarsi è facile, ne sono tutti capaci, ma non è assolutamente facile e soprattutto non è da tutti adirarsi con la persona giusta, nella misura giusta, nel modo giusto, nel momento giusto e per la giusta causa.
Aristotele
Mantenere la calma: occorre avere un approccio costruttivo
Per prima cosa, se vuoi mantenere la calma, devi evitare di fare un dramma per ogni cosa negativa che ti succede. Il vano agitarsi non serve praticamente a nulla! E tutto il biasimo non è altro che un’enorme perdita di tempo (già ti ho suggerito di smettere di lamentarti affliggendoti inutilmente). Supponiamo che stai sperimentando una situazione avversa: innanzitutto chiediti se il problema è risolvibile. Questa è la cosa più importante: quando ti trovi dinanzi ad un evento negativo, non desideri forse che venga immediatamente superato? Allora perché perdere tempo ed energie a lagnarsi o a buttare i piatti per l’aria? Focalizzati subito sulla risoluzione: cerca di valutare con un approccio razionale, lucido e il più oggettivo possibile la situazione che stai vivendo, e con lo stesso approccio comincia a cercare e a comparare le alternative risolutive. Insomma, se devi risolvere una questione hai bisogno di azioni efficaci, e non di lamentele o reazioni inutili per tal scopo. Se, invece, la risoluzione di un problema non dipende direttamente da te, anche in questo caso agitandoti non apporteresti alcun beneficio alla situazione. Magari puoi risolvere la questione attraverso l’aiuto altrui: allora cerca un confronto positivo e costruttivo con coloro che potrebbero aiutarti. Se non riuscissi a mantenere la calma, è probabile che perderesti la capacità di cercare e trovare il supporto che ti occorre.
Come mantenere la calma: ecco una tecnica pratica
Andiamo al nocciolo della questione: vediamo come è possibile mantenere la calma nel concreto. Esiste una tecnica tanto semplice quanto pratica per riuscirci e consiste nel domandarsi: “A che servirebbe?” Ti invito a sperimentarla: la prossima volta che sarai tentato dal lasciarti andare ad una reazione emotiva irruenta, al biasimo o all’autocommiserazione, prima di perdere il controllo, respira profondamente e domandati: “A che servirebbe?” Questo smorzerà i tuoi istinti e ti aiuterà a dosare le emozioni, facendoti affrontare la situazione con maggiore lucidità e serenità.
L’uomo di natura calma e serena sente appena il peso dell’età; ma per chi è di opposta natura sono un greve fardello così la giovinezza come la vecchiaia.
Platone
Provaci: ogniqualvolta sentirai di essere sull’orlo di una crisi di nervi, poniti la domanda “A che servirebbe?” Vedrai che, allontanandoti dalla distruttività delle controversie emotive e prendendo la vita con più “filosofia”, riuscirai a mantenere la calma e a sperimentare un’inattesa sensazione di accettazione e benessere.




















