Riconoscere un ricatto morale non è un compito facile, poiché, la maggior parte delle volte, coloro che hanno a che fare con esso non interpretano in maniera corretta i segnali provenienti dalla persona che li invia, considerando questi particolari atteggiamenti come frutto di un carattere burbero, scontroso o poco conciliante. Colleghi di lavoro, genitori, amici e perfino partner, possono essere dei subdoli ricattatori che, in maniera diretta o indiretta, manipolano e trattano gli altri come burattini, al fine di ottenere ciò che vogliono o alimentare la loro necessità di “comandare”.
Amore, paura e rabbia sono solo alcuni dei sentimenti più comuni che ogni giorno accompagnano la nostra vita, guidandoci nelle scelte e nelle decisioni. Tra questi vi è anche il senso di colpa, che solitamente sorge quando riteniamo di aver fatto qualcosa di sbagliato: tradire il proprio partner, dimenticarsi un appuntamento, trattare male qualcuno, non finire un progetto, sono tutti episodi accomunati dal senso di delusione che ci fa vergognare di noi stessi.
Negli ultimi anni, sempre più spesso si è sentito parlare delle soft skills, ovvero le cosiddette competenze trasversali. Capacità di problem solving, autonomia, cooperazione, gestione dello stress e flessibilità: ecco alcuni esempi di soft skills più richieste in ambito lavorativo, che permettono di valutare la persona e il suo carattere sulla base del suo rapporto con il lavoro, con gli altri e con se stesso, mettendo in secondo piano studi perseguiti ed esperienze lavorative.






















