Spesso le persone sprecano energie utili e tempo prezioso a chiedersi cosa pensano, fanno o si prefiggono gli altri. Piuttosto che chiedere ai diretti interessati una delucidazione, fanno supposizioni, che quasi sempre si rivelano poi contrarie alla realtà, cattive o buone che siano.
Un mare calmo non ha mai fatto un buon marinaio: credo proprio che questa saggia frase racchiuda uno dei “segreti” del successo personale. Si dice che la vita sia un gioco. E lo sai perché? Perché come ogni gioco che si rispetti, anche la vita prevede una serie di sfide.
Porsi domande fa parte della natura umana: il progresso della stessa civiltà è stimolato in continuazione dall’interrogarsi, e dalla conseguente ricerca di risposte. Le nuove scoperte, le nuove conoscenze e tutte le magnifiche conquiste dell’umanità non sono altro che la logica conseguenza del porsi domande.
La mancia è un piccolo regalo in denaro che si usa dare a chi ha reso un servizio o un piacere, in aggiunta al compenso dovuto. Non in tutte le parti del mondo c’è la stessa cultura della mancia: insomma, paese che vai, mancia che trovi.
Per avere successo occorre lavorare su se stessi al fine di eliminare una serie di limiti autoimposti che ostacolano la nostra crescita personale. Ci sono tre principali limiti che solitamente le persone si autoimpongono e che andrebbero affrontati.
La disciplina è un concetto che non tutti accettano: a molti evoca immagini che vanno dal duro sergente che mette in riga i soldati al severo maestro di scuola che agita la bacchetta. Gli stessi pensano che la disciplina sia una sorta di prigione che mina la libertà degli individui.
Una delle cose straordinarie del successo è che esso lascia delle orme: quasi tutto ciò che vorresti fare di costruttivo per migliorare la tua vita è già stato fatto da qualcun altro. Non importa che si tratti di avviare un’attività imprenditoriale, diventare ricchi, avere un matrimonio felice, dimagrire, smettere di fumare, correre una maratona o semplicemente organizzare un pranzo perfetto.
Essere realisti o meno dipende dal proprio sistema di credenze. Una credenza è un’idea che abbiamo di noi stessi sostenuta da riferimenti. Immagina un tavolo: l’idea è il piano, mentre le gambe sono i riferimenti che sostengono il piano (ovvero l’idea).
Molte persone quando pensano alla parola “sacrificio” immaginano subito qualcosa di negativo: compiti sgradevoli, rinunce in termini di minor tempo e denaro, privazioni varie. Nessuno può negare che i sacrifici implichino queste cose. Ma si tratta di una visione alquanto limitata. Il sacrificio significa anche, e soprattutto, lottare oggi per guadagnare di più domani.

Il diagramma sopra riportato viene chiamato il “Ciclo del Completamento”. Ognuna delle sei fasi riportate (Decidi, Pianifica, Inizia, Continua, Rifinisci, Completa) è necessaria per avere successo in qualunque cosa, per ottenere i risultati desiderati e portare a termine i propri progetti. Eppure, quanti di noi non completano mai quello che iniziano?
Dentro ciascuno di noi convivono tre differenti “io” che funzionano di concerto contribuendo a formare la nostra personalità unica. Abbiamo un “io genitoriale”, un “io adulto” e un “io bambino” che agiscono (e reagiscono) in modo simile ai genitori, agli adulti e ai bambini del mondo reale.
Una delle principali influenze che forgiano la persona che desiderate essere è anche una delle meno comprese. Si tratta della nostra interazione con gli altri, con le persone a cui permettiamo di entrare nella nostra vita. Hai mai pensato a come gli altri plasmano la tua esistenza?































